Con Riccardo Naldini, Antonio Bertusi, Stefania Luisi,
Claudio Benvenuti, Sabine Bordigoni, Ezio Gabrielli
Sala della Resistenza 24 Aprile 2004
Massa: Palazzo Ducale, piazza degli Aranci
Ogni luogo ha una sua storia che ne contiene molte altre, ha un suo odore
che ne evoca mille altri, ha una luce che cambia e si trasforma con il passare
dei minuti, delle ore, degli anni, ma è soprattutto il nostro sguardo di singoli
individui che modifica quella luce, siamo noi che viviamo, attraversiamo,
gustiamo i luoghi con la nostra pelle, le nostre emozioni, la nostra povera e
faticosa arte di vivere.
La sala del Consiglio Provinciale, la sala della resistenza, invece non invecchia
come i nostri occhi, la nostra pelle, non vive di emozioni, di momenti, come ogni
sala del Consiglio comunale e Provinciale di città, territorio del nostro paese:
si nutre di un sentimento profondo, che non appartiene “solo” hai singoli individui
ma che restituisce significato alla parola “noi”, ci offre la forza delle radici, la bellezza dell’atto d’amore, il coraggio della memoria, ci regala molti più sguardi del nostro e ci chiede di accoglierli, di covarli, di proteggerli, di farli crescere, di occuparci di loro.
Il teatro è comunemente sentito come il luogo della finzione, del dramma, dell’arte intesa come manifestazione dell’irrazionale, del sogno. A teatro ci sediamo, calano le luci e ci abbandoniamo ad altri mondi, altre vite, altre realtà.
Stasera non sarà facile farlo, niente vi aiuterà ad uscire da questo luogo e da voi, nè una scenografia, nè i costumi, nè il trucco degli attori, anzi le loro parole, i loro gesti, i loro respiri traggono vita e allo stesso tempo ci riportano ad ogni angolo di questa sala e di tutte quelle sale che, al di là che siano belle o brutte, all’interno di palazzi storici o appena costruiti, testimoniano con la loro esistenza la verità profonda delle nostre origini, della parte migliore di noi.
Lo spettacolo “SANA E ROBUSTA COSTITUZIONE” è dedicato ai dodici principi fondamentali della Costituzione Italiana e a quegli uomini e a quelle donne che erano stati per anni, tutti i giorni, a discutere, a litigare sulla politica concreta, per fissare le regole della convivenza, che vivevano come tutti in case piccole, sovraffollate, dove soldi da sprecare non ce n’erano, dove vicino agli interruttori si trovava scritto “ricordarsi di spengere la luce quando non serve perchè quei soldi sono degli operai” che erano cresciuti con il Varietà, i Caffè Chantant, la radio, magari l’Opera, che non conoscevano Quarto Potere, che non potevano immaginare......